Curare la depressione con la stimolazione magnetica transcranica: la terapia deep rTMS di Brain Stimulation Italia

Stai cercando una terapia alternativa efficace per curare la depressione? Vorresti trovare un modo per combattere la depressione senza farmaci? Un tuo familiare o il tuo partner è affetto da un disturbo depressivo maggiore e non sai come aiutarlo a uscirne?

Grazie all’evoluzione della tecnica della stimolazione magnetica transcranica, oggi è disponibile una soluzione, sicura e affidabile, in grado di curare la depressione nelle sue varia forme e contribuire anche a combattere il disturbo bipolare.

Nata dalla classica terapia TMS (Transcranial Magnetic Stimulation), la deep rTMS è la nuova tecnologia di Brain Stimulation Italia, già impiegata nella cura delle dipendenze e di altre patologie come il disturbo ossessivo compulsivo.

Attraverso la stimolazione magnetica transcranica ripetitiva profonda, è possibile curare la depressione con una serie di sedute in ambulatorio (seguendo un percorso personalizzato concordato con lo staff medico), in modo non invasivo e senza effetti collaterali, in uno dei Mood Center specializzati.

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    Depressione e disturbo depressivo maggiore: un fenomeno allarmante

    Oggi si parla sempre più frequentemente di depressione, riferendola a svariate condizioni dell’umore (con vari stadi di gravità), come tristezza persistente, stanchezza, senso di vuoto, apatia e irritabilità.

    La depressione è un fenomeno che interessa centinaia di milioni di persone nel mondo e l’Italia è uno dei Paesi più colpiti in Europa. In base agli ultimi dati forniti dall’Istituto Superiore di Sanità, sono soprattutto donne sopra i 50 anni a soffrire di disturbo depressivo maggiore o ad aver sofferto di sintomi depressivi.

    Sebbene l’incidenza sia superiore nei soggetti anziani, il problema della depressione riguarda persone di tutte le età, maschi e femmine, di qualsiasi status sociale; secondo le stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), entro il 2030 la depressione sarà la malattia più diffusa al mondo.

    Le cure principali si basano sull’utilizzo di farmaci antidepressivi e sulla psicoterapia, metodi che si rivelano spesso inefficaci: da un lato, per l’alta percentuale di soggetti resistenti ai farmaci (e nel caso in cui la depressione sia legata a un disturbo bipolare); dall’altro, per la necessità di affrontare un lungo percorso riabilitativo, con elevato tasso di abbandono.

    Curare la depressione: i sintomi

    La depressione si manifesta attraverso numerosi sintomi, tra loro anche molto diversi. Per parlare di depressione non basta il solo abbassamento del livello di umore: devono essere presenti più sintomi contemporaneamente, che sommati alterano la capacità di ragionare della persona, influenzando il suo comportamento e peggiorando significativamente la qualità della vita.

    A scopo di sintesi, è possibile raggruppare i sintomi in 4 tipologie principali: cognitivi, emotivi, comportamentali e fisici.

    Sintomi cognitivi

    • Scarsa attenzione, difficoltà di concentrazione e di memoria
    • Incapacità di prendere decisioni, anche le più piccole
    • Bassa autostima
    • Ruminazione continua su eventi del passato
    • Autocommiserazione
    • Percezione del tempo alterata

    Sintomi emotivi

    • Tristezza cronica
    • Perdita di entusiasmo e interesse verso qualsiasi cosa o attività
    • Forte senso di colpa
    • Pessimismo, negatività
    • Sentimenti di ansia, angoscia e disperazione
    • Senso di vuoto e sfiducia nel futuro
    • Riduzione del desiderio sessuale

    Sintomi comportamentali

    • Lentezza nei movimenti e nel parlare
    • Tendenza a isolarsi o a rimanere a letto
    • Non reattività, comportamento passivo
    • Incapacità di rilassarsi e di stare fermi
    • Tendenza a mangiare molto o troppo poco

    Sintomi fisici

    • Senso persistente e immotivato di stanchezza e fatica
    • Mal di testa e dolori a muscoli, ossa e articolazioni
    • Nausea e problemi gastrointestinali
    • Tachicardia
    • Aumento o perdita di peso
    • Difficoltà a dormire o sonno eccessivo

    Disturbi depressivi: le tipologie principali

    Depressione è un termine generico che si riferisce a una serie di disturbi molto vari, di diversa gravità e con cause differenti, tutti accomunati da umore depresso e negatività in misura tale da compromettere la normale vita quotidiana.

    Disturbo depressivo maggiore

    Secondo il Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM), per diagnosticare il disturbo depressivo maggiore devono necessariamente essere presenti per un periodo di due settimane almeno cinque sintomi tra:

    • umore costantemente depresso;
    • diminuzione dell’interesse verso qualsiasi attività;
    • grave diminuzione o aumento di peso (non dovuti a diete);
    • insonnia o ipersonnia;
    • rallentamento psicomotorio o agitazione;
    • scarsa energia e senso di fatica;
    • senso di colpa e autosvalutazione;
    • – indecisione e incapacità di concentrarsi;
    • pensieri di morte e di suicidio.

    I sintomi riscontrati non devono essere legati a situazioni transitorie o all’assunzione di farmaci o altre sostanze e la loro gravità e persistenza devono essere tali da causare forte disagio e impedire al soggetto di comportarsi normalmente sul lavoro e in un qualsiasi contesto sociale.

    Inoltre, perché si tratti di disturbo depressivo maggiore, non devono essersi mai verificati episodi maniacali o ipomaniacali durante la vita della persona.

    Disturbo depressivo persistente

    Definita anche distimia, si caratterizza per i sintomi molto prolungati nel tempo (almeno due anni), anche se meno intensi rispetto al disturbo depressivo maggiore.

    Tra questi vi sono insonnia o ipersonnia, insicurezza, autosvalutazione, scarsa capacità di concentrazione, indecisione, pessimismo, tristezza, scarso appetito o tendenza a mangiare in modo eccessivo.

    Tutti questi sintomi sono presenti in modo cronico e altamente invalidante, nonostante la persona non manifesti pensieri di morte o idee di suicidio come nel caso del disturbo depressivo maggiore.

    Depressione atipica

    Il soggetto affetto da questo disturbo depressivo reagisce di fronte a eventi positivi con un cambio di umore che però risulta temporaneo, determinando un’alternanza di stati d’animo contrapposti.

    Sintomi della depressione atipica sono l’ipersonnia, l’iperfagia (con conseguente aumento di peso), gli attacchi di panico e l’irritabilità.

    Depressione psicotica

    Si tratta di una forma di disturbo depressivo maggiore in cui compaiono anche sintomi psicotici, come deliri o allucinazioni legati all’umore del soggetto, quindi incentrati sul senso di colpa, di rovina e su manifestazioni ipocondriache.

    Questi episodi portano spesso a confondere la depressione psicotica con la schizofrenia o con altri disturbi, oltre ad aumentare il rischio che il paziente metta in atto tentativi di suicidio.

    Depressione catatonica

    È una delle forme più gravi di depressione, una patologia rara e altamente invalidante che ai sintomi comuni aggiunge una grave alterazione della capacità di movimento e di pensiero.

    In questi casi il soggetto può manifestare difficoltà motoria, rigidità muscolare oppure ripetere frasi e parole o eseguire azioni stereotipate, forzate e prive di senso.

    Depressione post partum

    Insorge in genere dopo pochi mesi dal parto e si manifesta con sintomi come profonda insicurezza, disorientamento, ansia e agitazione fino ad arrivare a episodi di delirio nei casi più gravi.

    La depressione post partum non è da confondere con la condizione temporanea e molto più diffusa denominata baby blues, che colpisce un’altissima percentuale di mamme nelle settimane immediatamente successive al parto.

    Disturbo bipolare

    Un episodio depressivo può essere parte di un disturbo bipolare, una patologia differente che deve essere diagnosticata in modo chiaro fin dall’inizio per individuare una terapia adeguata ed evitare rischi per il paziente.

    Nel disturbo bipolare, il soggetto alterna con frequenza a volte rapida e a volte più lenta fasi depressive a fasi maniacali, caratterizzate da eccesso di energia, entusiasmo ed euforia.

    Curare la depressione: cause e fattori scatenanti

    L’origine di qualsiasi disturbo depressivo è da legare a una molteplicità di fattori che possono essere suddivisi in tre categorie principali: genetici, biologici e psicosociali.

    Fattori genetici

    Il rischio di sviluppare una qualsiasi forma di depressione è maggiore quando all’interno della stessa famiglia si sono verificati già casi analoghi. A essere ereditario quindi non è un particolare disturbo depressivo, quanto piuttosto una certa predisposizione o vulnerabilità.

    Fattori biologici

    Può succedere che si verifichino alterazioni del funzionamento di alcuni neurotrasmettitori (come serotonina e noradrenalina) che si riflettono sul comportamento, il sonno, l’appetito e la volontà del soggetto.

    Fattori psicologici e sociali

    Lo stress provocato da eventi più o meno drammatici può favorire il manifestarsi di episodi depressivi.
    Traumi, malattie, separazioni, fallimenti lavorativi, abusi, lutti e grossi cambiamenti di vita sono in grado di generare sofferenza e condurre nel tempo a un disturbo depressivo.

    Come curare la depressione: dalle terapie tradizionali alla deep rTMS (stimolazione magnetica transcranica ripetitiva profonda)

    Poiché la depressione non riconosciuta e di conseguenza non trattata può portare a conseguenza gravi e irreversibili, non soltanto per chi ne soffre ma anche per i familiari, è importante sottoporsi a un consulto medico senza attendere che i sintomi peggiorino eccessivamente. Tradizionalmente le vie per curare la depressione sono due: psicoterapica e farmacologica.

    La psicoterapia per curare la depressione

    La terapia cognitivo comportamentale è una delle tecniche psicoterapiche più diffuse per curare la depressione e agisce su due piani: quello cognitivo e quello comportamentale.

    A livello cognitivo si interviene per rendere la persona più consapevole, più razionale e quindi più equilibrata, tentando di ridurre la tendenza al pessimismo, alla negatività e all’autosvalutazione.

    Sul piano pratico, si aiuta il soggetto ad affrontare eventi, attività e stati d’animo con comportamenti più funzionali e più efficaci alla risoluzione di un problema o al raggiungimento di un certo obiettivo.

    Gli svantaggi di questo approccio dipendono principalmente dai tempi, solitamente molto lunghi, e dalla difficoltà di coinvolgere e motivare chi soffre di depressione affinché prosegua la terapia anche in mancanza di risultati nel breve periodo.

    Farmaci antidepressivi

    A seconda del tipo di disturbo e del profilo psicofisico del soggetto, possono essere impiegate diverse classi di farmaci antidepressivi, tra cui gli SSRI (fluoxetina, paroxetina, sertralina, fluvoxamina), i farmaci duali o SNRI (duloxetina), i triciclici e i tetraciclici (clomipramina, amitriptilina, nortriptilina).

    Nei soggetti resistenti, a questi famaci si possono associare anche stabilizzanti dell’umore come il litio, la carbamazepina e il valproato. Purtroppo le terapie farmacologiche hanno risultati spesso modesti o non duraturi; per questo rappresentano più che altro un sostegno all’interno di un percorso di cura più ampio e multidisciplinare.

    Effetti collaterali dei farmaci antidepressivi

    Se utilizzati dietro prescrizione di uno psichiatra, i farmaci antidepressivi possono essere utili per attenuare i sintomi della depressione. Purtroppo alcuni possono provocare assuefazione nel tempo e generare anche una serie di effetti collaterali più o meno gravi, tra cui:

    • mal di testa, nausea, malessere;
    • difficoltà a prendere sonno, insonnia e sonnolenza generalizzata;
    • problemi a livello digestivo e intestinale;
    • agitazione;
    • riduzione del desiderio sessuale;
    • disfunzione erettile;
    • aumento di peso;
    • dipendenza.

    La stimolazione magnetica transcranica ripetitiva profonda per curare la depressione: la terapia deep rTMS di Brain Stimulation Italia

    Oggi grazie alla deep rTMS è possibile trattare molti disturbi neurologici e psichiatrici – come il disturbo ossessivo compulsivo, la dipendenza da cocaina e da altre sostanze.

    La terapia proposta da Brain Stimulation Italia si basa sull’utilizzo della tecnologia deep rTMS di ultima generazione nell’ambito di un approccio integrato e personalizzato, per aiutare chi soffre di depressione e disturbi dell’umore.

    Come funziona la deep rTMS

    La stimolazione magnetica transcranica agisce attraverso la generazione di un campo magnetico che viene orientato verso le zone cerebrali affette dal disturbo depressivo.

    Gli impulsi elettromagnetici ripetuti hanno l’effetto di stimolare le aree interessate, ripristinando il corretto funzionamento elettrico del cervello.

    Rispetto alla normale terapia rTMS, la deep rTMS di Brain Stimulation Italia è in grado di arrivare molto più in profondità, trattando aree più ampie con maggiore efficacia e senza provocare effetti collaterali.

    Un’opportunità per curare la depressione quando i farmaci non funzionano

    La depressione è un fenomeno grave e di proporzioni globali, che interessa ormai qualsiasi fascia d’età senza distinzioni sociali.

    Le cause della sua diffusione sono da attribuire anche alla difficoltà di formulare diagnosi precise, alla tendenza dei pazienti a rimandare o rifiutare le cure e alla grande varietà di forme (con sintomi diversi) che può assumere il disturbo.

    A questo si aggiunge la frequente inefficacia dei farmaci antidepressivi, a fronte di effetti collaterali spesso seri, che condizionano in negativo la vita del paziente e il percorso di guarigione.

    Il successo della deep rTMS – riconosciuta a livello internazionale e approvata dai principali organismi di vigilanza – è legato alla sua sicurezza e agli ottimi risultati ottenuti: fattori che la rendono un’alternativa efficace alle terapie convenzionali, in molti casi l’unica opportunità per curare la depressione.

    Curare la depressione in un centro dell’umore: il Mood Center di Brain Stimulation Italia per dare sostegno immediato a chi soffre di disturbi depressivi

    Una persona affetta da depressione ha prima di tutto bisogno di un sostegno: qualunque sia la tipologia e la gravità del disturbo, si tratta di una malattia, quindi è importante che il paziente si senta ascoltato e accolto, non colpevolizzato o, peggio ancora, trattato con distacco.

    Inoltre, prima di iniziare qualsiasi percorso di cura è necessario valutare attentamente ogni caso, per formulare una diagnosi precisa, che tenga conto anche della storia clinica del paziente, al fine di mettere a punto una terapia che sia davvero personalizzata.

    Le 4 settimane di terapia deep rTMS per curare la depressione

    In presenza di sintomi prolungati di un disturbo depressivo, quello che non bisogna fare è minimizzare e lasciare che passi troppo tempo. Ogni settimana trascorsa non fa che peggiorare la situazione, rendendo più difficile e lungo l’iter di guarigione.

    Contattando i nostri Mood Center è possibile avere un primo consulto psichiatrico gratuito (anche da remoto) e ricevere così un parere specialistico, volto anche a capire come integrare il trattamento con eventuali terapie che il paziente sta già seguendo e che sarebbe rischioso interrompere improvvisamente, come nel caso delle terapie con alcuni farmaci antidepressivi.

    Delineato il percorso, le sedute di deep rTMS si svolgono nell’arco di un mese a cadenza giornaliera (anche due volte al giorno) presso uno dei centri dell’umore di Brain Stimulation Italia.

    In tutto, un ciclo base comprende 20 sedute da 20 minuti, durante le quali il soggetto è sveglio, non sedato, collabora con il personale medico e non avverte dolore.

    Fondamentale in questo approccio sono la vicinanza e il supporto psicologico: prima, durante e dopo ogni seduta le nostre psicologhe accompagnano la persona lungo la terapia, facendo domande, dando consigli, rassicurando e rimodellando continuamente il trattamento in base ai feedback raccolti.

    Curare la depressione richiede esperienza e competenze di alto livello, ma quando si ha a che fare con le persone il lato umano rimane il più importante: una componente in grado di migliorare la motivazione, portare serenità e facilitare enormemente il percorso di cura.

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